| Sala 6 | |
| DIPINTI DEI SECOLI XV - XVI- XVII | |
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Andrea della Robbia |
Nella parete di fondo della sesta
sala è collocato il Tabernacolo del
Sacramento (N. 40), un tempo sull’altare maggiore della
Collegiata, eseguito a spese della Compagnia di Sant’Andrea, come
risulta dai documenti, fra il 1484 e il 1504, da Francesco Botticini
(1446-1497) e dal figlio Raffaello (not. 1477-lS2Oca.). Ai lati della
nicchia centrale (attualmente vuota), destinata a ospitare il ricettacolo
del Santissimo Sacramento, sono raffigurati a sinistra Sant’Andrea
e a destra San Giovanni
Battista, da riferire a Francesco Botticini che cerca di mediare in
queste figure i modi del Verrocchio e del Botticelli con la lucida realtà
del mondo fiammingo, conosciuto soprattutto attraverso il Trittico
Portinari, oggi agli Uffizi, di Hugo van der Goes. Nella predella, figurano tre scene:
il Martirio di Sant’Andrea,
l’istituzione dell’Eucarestia e il Martirio
di San Giovanni Battista.
Nel salone sono collocate inoltre
le Madonne di Suor Plautilla
Nelli (1523-15 88), monaca pittrice, esponente della corrente più
rigorosa della pittura |
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controriformata (N. 71), di Cosimo
Rosselli (1439-1507), specialista nell’eseguire pale d’altare (N. 44)
e di Pier Francesco Fiorentino (doc. 1474-1497), pittore tradizionalista
della seconda metà del secolo XV (N. 39). Di quest’ultimo artista è
esposta la pala di grande effetto decorativo conferitole dal fondo oro,
che rappresenta la Vergine in trono tra i Santi Matteo, Guglielmo, Barbara e Sebastiano (N.
38), opera databile aI 1475 circa, periodo centrale della sua attività ed
eseguita per la Cappella di San Guglielmo nella Collegiata. Seguono quindi i dipinti di Jacopo
del Sellalo (1442ca.- 1493), piacevole narratore di gusto eclettico,
influenzato dal Botticelli e dal Ghirlandaio: la Madonna in adorazione del Bambino con San Giovannino (N. 45) e la
pala della Vergine tra i Santi
Nicola di Bari e Pietro Martire (N. 46), dai caratteri devoti e
arcaicizzanti. Il San Biagio (N.
65), inserito in una bella cornice coeva, è opera di Giovanni Antonio
Sogliani (1492-1544), che lo rappresenta nel ricordo della tradizione
quattrocentesca, ma con aggiornamenti ai modi del primo Cinquecento di Fra
Bartolomeo e Mariotto Albertinelli e, nella predella, del Pontormo
giovane. Sulla parete opposta, a destra del Tabernacolo
del Sacramento, vi sono altri dipinti provenienti dalla Collegiata: l’Assunzione
della Vergine tra i Santi Stefano,
Maddalena, Onofrio, Barbara (N. 67), attribuita
tradizionalmente a Fra Paolino da Pistoia (1490ca.-1547) e assegnata di
recente ad un altro allievo di Fra Bartolomeo, Giovanni Battista Volponi
detto lo Scalabrino; l’Assunzione
della Vergine (N. 74), di un pittore fiorentino dell’inizio del
secolo XVII e l’Incredulità di
San Tommaso (N. 73), eseguita nel 1602 da Jacopo da Empoli (155
1-1640), pittore tra i più interessanti della pittura fiorentina del
Seicento, per Tommaso Zeffi. |
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